Inchiostro di Puglia. Racconti da una terra

Per me l’estate è sempre un momento delicato perché nasco pugliese, ma vivo all’estero. La sola parola estate evoca in me tante immagini: le scogliere di Polignano, le spiagge di Peschici e Vieste, la sabbia bianca del Lido Fatamorgana a Taranto, gli amici, la noia, le serate intere trascorse a decidere dove andare per poi non andare da nessuna parte.

Foto di Eleonora Paulicelli

Anche quando ho iniziato a lavorare, per me la priorità in estate era sempre il mare con il suo tempo lento, perché dopo l’inverno avevo bisogno di quel tempo scandito solo dal suono delle onde in qualche spiaggia remota non presa d’assalto dai turisti. E poi anche del caldo afoso, del silenzio tipico dei pomeriggi estivi con 40 gradi e della luce estiva tipica del Mediterraneo e che non trovi da nessun’altra parte. Quella stessa luce che Bianca Bertazzi descrive molto bene nel suo racconto Polvere, incluso nel terzo numero di Tre racconti:

È luglio, c’è una luce morbida e dorata, un silenzio torpido s’insinua tra le case, le persiane sono ancora chiuse e un cane abbaia in lontananza.

E di una certa nostalgia di cose e luoghi lontani parla anche il finale di Per un picchetto di felicità di Cristiano Carriero:

Ma Peschici è lì che vi guarda e vi aspetta per raccontarvi un’altra storia. Lasciate il martello per terra e riprendete la strada per il mare. Il giorno è ancora lungo e la felicità lì, a pochi metri da voi. Pensi a come sarebbe bello se avanzasse anche un po’ di questa felicità. Quella dei tuoi vent’anni a Peschici.

Per un picchetto di felicità è contenuto in Inchiostro di Puglia, una raccolta di racconti a cura di Michele Galgano nata qualche anno fa sulla omonima pagina facebook e in seguito pubblicata in edizione cartacea nel 2015 da Caracò, un’associazione culturale che si occupa di editoria, formazione, teatro, eventi educational e diffusione delle arti. Un progetto, quello di “Inchiostro di Puglia”, che è riuscito a spingersi oltre la mera pagina facebook diventando con il tempo una community di riferimento per i pugliesi sparsi in giro per il mondo. Un posto virtuale dove sentirsi a casa.

Tornando ai racconti, la raccolta “Inchiostro di Puglia” è un caso singolare. Ha un confine geografico ben definito e le sue storie, di generi letterari diversi, percorrono la regione in lungo e largo offrendo ai lettori una istantanea autentica: non la Puglia degli aperitivi in spiaggia, ma soprattutto la mia terra, quella abbandonata da chi, come me, parte per andare altrove, una terra che riesce a farsi odiare e amare contemporaneamente.

Oltre all’antologia, infatti, da quattro anni Inchiostro di Puglia è anche un evento diffuso sul territorio: “La Notte di InchiostroDiPuglia”. Una specie di festa della cultura che coinvolge nella stessa notte (appunto) librerie, caffè letterari e associazioni che per l’occasione si trasformano in “Fortini Letterari” organizzando nelle loro sedi incontri, dibattiti ed eventi di ogni tipo. L’ultima edizione, andata in scena lo scorso 24 aprile, ha visto la partecipazione di centinaia di persone a riprova del successo dell’iniziativa.

Come dicono loro stessi, è “una rivoluzione culturale che parte dal basso”. In una regione del Sud, come la Puglia, in cui il tasso di lettura è ai minimi livelli. E visto la qualità del progetto, ho contattato Michele Galgano, l’ideatore “Inchiostro di Puglia”, per fargli qualche domanda.

 

Innanzitutto grazie per aver accettato questa intervista. Seguo da molto tempo Inchiostro di Puglia (io e mio fratello ci scambiamo gli screenshot delle vignette che pubblicate sulla vostra pagina) e mi sono sempre chiesta: c’è più nostalgia di casa o bisogno di divulgare abitudini e vezzi tipicamente pugliesi dietro questa avventura?

Tutto nasce dalla mia nostalgia di casa. Solo dopo ho scoperto che il mio “Mal di Puglia” è un male comune a tanti. Così è nata la community di “Inchiostro di Puglia”.

Mi piacque molto l’idea qualche estate fa di pubblicare su facebook anche racconti inediti. Come siete arrivati poi a farne una raccolta cartecea?

Pubblicavamo un racconto alla settimana, scritto da un autore pugliese sempre diverso, ambientato in un luogo ben definito della nostra regione. Volevamo scrivere a più mani una sorta di “Mappa Sentimentale” della nostra terra. L’idea è piaciuta assai. Da questa esperienza è nato un libro di grande successo.

L’immagine della Puglia che ne viene fuori non quella degli aperitivi in spiaggia a Gallipoli, ma quella vera. Quella mia, della mia infanzia, quando andare a Gallipoli il 15 Agosto era un impresa titanica, a partire dalla scelta della strada da prendere. Quale è stato il criterio di selezione dei racconti?

Volevamo raccontare la Puglia vista dagli occhi di chi la vive, dandone un’immagine forse lontana da quella delle copertine patinate delle riviste di viaggi. Ma autentica e profonda. La Puglia è odio e amore. Nessuna immagine edulcorata.

Insieme a Nicola Lagioia e Cosimo Argentina, ci sono anche racconti di scrittori emergenti: come è avvenuta la selezione? Come hai lavorato sui manoscritti?

Ho chiesto a tanti autori pugliesi (affermati ed emergenti) di scrivere per “Inchiostro di Puglia”. I pezzi che mi sono piaciuti di più sono finiti nel blog e sul libro. Il libro è stato un grande progetto di beneficienza che ha lasciato ogni centesimo alle librerie che combattono sul territorio. Ovviamente mi sono fatto aiutare in questa avventura da professionisti del settore. Ho trovato grandissima disponibilità e voglia di partecipare.

Come mai questa raccolta non è stata pubblicata da una casa editrice pugliese?

Questa antologia nasce per essere diversa. È cresciuta fuori da Amazon e dalla Grande Distribuzione. Volevamo una casa editrice che sposasse il progetto. Caracò, piccola APS (Associazione di Promozione Sociale) specializzata in “Progetti Etici contro le Mafie”, si è subito interessata al progetto (ai tempi “Inchiostro di Puglia” non era il fenomeno social che è adesso) e noi ci siamo trovati in perfetta sintonia.

Un argomento di cui spesso discutiamo in redazione sono i diritti d’autore. Per questa raccolta come hai gestito le autorizzazioni degli scrittori?

Se ne è occupata la casa Editrice. Tutti gli autori coinvolti hanno firmato una liberatoria.

È ancora possibile trovare questa raccolta? Se si, dove? (io possiedo una copia grazie alla Libreria Dickens di Taranto, ndr).

Dopo quattro edizioni e 8mila copie vendute abbiamo deciso di fermarci. Il libro nato per aiutare le piccole librerie era uscito dal nostro controllo finendo primo in classifica tra le “antologie” di Amazon. Ora qualche copia credo si possa trovare ancora da qualche parte sul web.

A mio parere questa raccolta dovrebbe essere premiata per il coraggio. La Puglia è sempre agli ultimi posti per numero di libri letti e ci vuole coraggio a promuovere una raccolta di racconti proprio in questa terra. Secondo te, quali iniziative potrebbe far innamorare maggiormente i pugliesi della lettura?

Secondo me i Social possono fare molto. Se usati nel modo giusto possono fare re-innamorare la gente della lettura. Bisogna essere aperti. Inclusivi. L’aria di superiorità che hanno certi lettori nei confronti dei non-lettori è la causa del fallimento di tante iniziative letterarie.

Oltre alla lodevole iniziativa della raccolta di racconti (il racconto di Cosimo Argentina è meraviglioso), ogni anno da quattro anni si svolge La Notte di Inchiostro di Puglia, un evento che dovrebbe servire da esempio per promuovere la lettura. Come è nata?

La nostra Notte della Lettura è nata quattro anni fa a partire dal nostro Blog www.inchiostrodipuglia.it. Per l’occasione, contemporaneamente, in ogni angolo della Puglia i lettori organizzano spontaneamente dei “Fortini Letterari”. Lo scorso hanno eravamo in più di 100 comuni con un’infinità di iniziative legate al mondo della lettura. Ogni edizione è una festa.

 

Tre racconti è il luogo dei racconti, ma oggi vorrei chiudere con una poesia di un artista pugliese:

 

Italia

«La terra è solo terra per i piedi

per gli uomini che camminano

ad occhi bassi.

Ma tutto è la terra

per l’anima che cerca.

Chi la chiama casa,

chi cuore, chi possesso,

io che amo il sole

la chiamo Italia».

Rodolfo Valentino[1]


[1]  Rodolfo Valentino, “Poesie. L’amore, la passione, il sentimento. Sogni a occhi aperti”. Newton & Compton, 2006.

 

 

 

 

 

 

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