Autore: Redazione

Storie brevi e voci nuove

Una seduta di terapia, di Matt Haig

Incluso in "Vita su un pianeta nervoso", "Una seduta di terapia nell'anno 2049" mette in scena un dialogo tra il figlio dello stesso Haig tra trent'anni e un terapeuta-robot. Nello scambio tra i due viene fuori qualcosa che conosciamo molto bene: un certo distacco causato dall'utilizzo distorto dei social media e delle nuove tecnologie attraverso cui oggi passa gran parte della comunicazione interpersonale.

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Finché non si spegneranno le stelle, di Andrea Jeftanovic

Nel racconto di Andrea Jeftanovic, Finché non si spegneranno le stelle c’è il rapporto tra padri e figli, legame all’origine della scrittura della generazione cilena nata negli anni ‘70 e ‘80, allontanatasi dal realismo magico dei genitori per avvicinarsi all’intimità con l’occhio della realtà e della verità. Come si chiede Alejandro Zambra, altro autore della raccolta: «Cosa ne si fa dei libri scritti dal proprio padre? Ci si limita a leggerli e ad accettarli? La sola esistenza di quei romanzi è un invito a scrivere la propria storia.»

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Quella cosa intorno al collo

racconti di Chimamanda Ngozi Adichie sono come le manciate di sabbia che si gettano contro gli spiriti: si dissolvono nell’aria rassicurandoci che chi abbiamo davanti è della nostra stessa sostanza. Ci possiamo accomodare, allora, sotto un albero a ombrello, per ascoltare la voce, asciutta come l’harmattan, di questa donna dai tacchi alti e il trucco perfetto [...]

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Da Flannery O’Connor a Dorothy Parker: Divagazione in bianco e nero

Sulla scia dei film Green Book, proponiamo un viaggio in cinque tappe e cinque racconti per esplorare il Sud degli Stati Uniti d'America, la storia dell'emancipazione dei neri e il difficile rapporto dell'uomo bianco con se stesso. Le tre voci dei cinque racconti sono quelle imprescindibili di Flannery O’Connor, Grace Paley e Dorothy Parker.

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L’essenziale di Goffredo Parise. Un mistero sensuale e lingua quasi zen

Nei Sillabari, elaborati sul finire degli anni '60, Goffredo Parise condensa la sua ricerca di un linguaggio intimo ed essenziale. I suoi racconti brevissimi, centrati su un sentimento o un'emozione, sembrano piccole favole moderne. Hanno la limpidezza formale delle poesie giapponesi ma sono allo stesso tempo sfuggenti e misteriose perché si scontrano con la parte irrazionale dell'uomo e della sua realtà interiore.

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Paesaggio innevato. Fabian Mardi per Unsplash

Puškin e il grado zero della neve

Nei racconti di Puškin si riscopre l’architettura essenziale della scrittura, le assi portanti, le fondamenta, i materiali con cui devono essere costruiti i muri, i fattori antisismici che rendono l’intero edificio resistente alle scosse del tempo, alle mode del momento, ai nomi dei fenomeni. È la lezione del classico, quel tipo di opera in grado di coniugare in sé tutte le celebri lezioni americane di Calvino.

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