Autore: Redazione

Storie brevi e voci nuove

Finché non si spegneranno le stelle, di Andrea Jeftanovic

Nel racconto di Andrea Jeftanovic, Finché non si spegneranno le stelle c’è il rapporto tra padri e figli, legame all’origine della scrittura della generazione cilena nata negli anni ‘70 e ‘80, allontanatasi dal realismo magico dei genitori per avvicinarsi all’intimità con l’occhio della realtà e della verità. Come si chiede Alejandro Zambra, altro autore della raccolta: «Cosa ne si fa dei libri scritti dal proprio padre? Ci si limita a leggerli e ad accettarli? La sola esistenza di quei romanzi è un invito a scrivere la propria storia.»

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Quella cosa intorno al collo

racconti di Chimamanda Ngozi Adichie sono come le manciate di sabbia che si gettano contro gli spiriti: si dissolvono nell’aria rassicurandoci che chi abbiamo davanti è della nostra stessa sostanza. Ci possiamo accomodare, allora, sotto un albero a ombrello, per ascoltare la voce, asciutta come l’harmattan, di questa donna dai tacchi alti e il trucco perfetto [...]

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Da Flannery O’Connor a Dorothy Parker: Divagazione in bianco e nero

Sulla scia dei film Green Book, proponiamo un viaggio in cinque tappe e cinque racconti per esplorare il Sud degli Stati Uniti d'America, la storia dell'emancipazione dei neri e il difficile rapporto dell'uomo bianco con se stesso. Le tre voci dei cinque racconti sono quelle imprescindibili di Flannery O’Connor, Grace Paley e Dorothy Parker.

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L’essenziale di Goffredo Parise. Un mistero sensuale e lingua quasi zen

Nei Sillabari, elaborati sul finire degli anni '60, Goffredo Parise condensa la sua ricerca di un linguaggio intimo ed essenziale. I suoi racconti brevissimi, centrati su un sentimento o un'emozione, sembrano piccole favole moderne. Hanno la limpidezza formale delle poesie giapponesi ma sono allo stesso tempo sfuggenti e misteriose perché si scontrano con la parte irrazionale dell'uomo e della sua realtà interiore.

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Paesaggio innevato. Fabian Mardi per Unsplash

Puškin e il grado zero della neve

Nei racconti di Puškin si riscopre l’architettura essenziale della scrittura, le assi portanti, le fondamenta, i materiali con cui devono essere costruiti i muri, i fattori antisismici che rendono l’intero edificio resistente alle scosse del tempo, alle mode del momento, ai nomi dei fenomeni. È la lezione del classico, quel tipo di opera in grado di coniugare in sé tutte le celebri lezioni americane di Calvino.

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