Autore: Andrea Siviero

Copywriter di mestiere, è appassionato di divano & letteratura, meglio se
latinoamericana. Soffre della malattia dell’infinito.

«Nel profondo Veneto». Di ritorni, canzoni e letteratura

Disseminati per l’Italia, per l’Europa e per il mondo – per motivazioni che spesso coincidono con il lavoro o con lo studio – molti italiani nati tra gli anni Ottanta e i Novanta vivono, una o più volte all’anno, questa esperienza del ritorno a casa dei genitori. [...]

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Una lettura attorno a un sentimento nascente. Su “Le ripetizioni” di Giulio Mozzi

Da queste parti, di solito, si parla di racconti. Se abbiamo esplorato altri territori, lo abbiamo fatto per osservare più da vicino quel tipo di opere musicali o cinematografiche che, a nostro modo di vedere, avevano stretti legami con le forme brevi. E così abbiamo scritto di canzoni e film ma, a quanto mi risulta, non abbiamo mai parlato di un romanzo. Le ripetizioni di Giulio Mozzi mi sembra il libro ideale per analizzare un'opera letteraria dall'ampio respiro, che tuttavia ha diversi punti di contatto con alcuni aspetti strutturali e stilistici propri delle forme brevi [...]

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Di irreversibilità ed entropia. «La memoria dell’uguale» di Alfredo Zucchi

Ho questa mia teoria o suggestione o chiamatela come vi pare: una buona raccolta di racconti ha sempre almeno una frase capace di restituire al lettore il senso completo dell’opera. Anzi: capisco che sto leggendo una buona raccolta nell’istante stesso in cui incontro quella frase che condensa in poche parole le intenzioni che hanno mosso la scrittura di tutti i racconti del libro [...]

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«La parabola dei ciechi» di Gert Hofmann

Il rapporto tra letteratura e arti figurative non è una novità qui su Tre racconti. Linda Scapigliati ne aveva scritto in relazione al racconto Nel museo di Reims di Daniele Del Giudice. Non parlerò nel dettaglio di questo racconto, ma ciò da cui voglio partire è un aspetto che ho incontrato nel testo di Del Giudice e che ho ritrovato nella lettura della Parabola dei ciechi di Gert Hofmann. [...]

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Sul treno della letteratura

Inizio con un fatto piuttosto distante dal treno e dalla tematica ferroviaria che caratterizzerà questo articolo. Inizio con un film, un vecchio film di Michalkov con protagonista Marcello Mastroianni. Mi riferisco a Oci ciornie, film uscito alla fine degli anni Ottanta ispirato ad alcuni racconti di Anton Čechov. Be’ qualche giorno fa, dopo aver riletto ancora una volta La signora con il cagnolino, mi è venuta una certa voglia di riguardare [...]

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«Un pesce nel ghiaccio» di Ricardo Piglia. Un’indagine letteraria

Ho un debole per i racconti e i romanzi ibridi, quelli in cui il confine tra narrativa e saggio è poroso. Racconti e romanzi in cui, su un terreno di informazioni biografiche e/o bibliografiche, germoglia la finzione. Racconti e romanzi in cui la ricerca letteraria (guidata da pura curiosità o da necessità scientifico-filologiche) si trasforma in un’indagine. Maestro, in questo genere di scritture, è stato l’argentino Ricardo Piglia. [...]

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Cile, fantasmi e letteratura. I racconti di Roberto Bolaño e Alejandro Zambra.

È andata così: ho cominciato a prendere appunti per questo articolo sui racconti di Roberto Bolaño e Alejandro Zambra alcuni mesi fa, molto tempo prima che scoppiasse la contestazione in Cile. Ora mi ritrovo a rifinirlo mentre per le strade e le piazze di Santiago, Valparaíso e di altre importanti città di quel Paese latinoamericano stanno sfilando e protestando milioni di persone. È un fattore di cui devo tenere conto [...]

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Primo Levi e il mondo invisibile

Primo Levi scrive come se mettesse la realtà su un vetrino da microscopio, per poi osservarla man mano a ingrandimenti superiori. Nel frattempo, durante l’osservazione, compone un brogliaccio, un quaderno di laboratorio in cui registra dati ed eventuali singolarità. Il brogliaccio, per lo scrittore torinese, è la memoria.

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Paolo Zardi

Contemporaneità e umanità nei racconti di Paolo Zardi

In una conferenza del 1961, intitolata Dialogo di due scrittori in crisi, Italo Calvino descriveva l’inquietudine e lo smarrimento che provava uno scrittore di fronte al problema di raccontare l’uomo in rapporto alla sua contemporaneità. La questione che si poneva Calvino, e che a sua volta animava la discussione con il coprotagonista del suo dialogo, lo scrittore Carlo Cassola, era quale fosse la strada da percorrere. [...]

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